
Il comunicato stampa di Rifondazione Comunista recita:
"Rifondazione per un fronte costituzionale, democratico e antifascista
Rifondazione Comunista propone alle forze sociali e politiche di opposizione di costruire un “un fronte costituzionale, democratico e antifascista” per sconfiggere la destra di Giorgia Meloni alle prossime elezioni politiche. La proposta è contenuta nel documento politico proposto dal segretario nazionale Maurizio Acerbo e approvato dal Comitato Politico Nazionale, riunitosi dal 10 al 12 aprile 2026.
Si tratta di una novità perché dal 2008 Rifondazione Comunista non ha mai partecipato alle elezioni politiche in coalizioni con il PD non condividendo le politiche antipopolari e neoliberiste che lo hanno caratterizzato.
Nel documento, che sviluppa la linea affermatasi nell’ultimo congresso, si spiegano le ragioni che motivano questa proposta politica rivolta innanzitutto al popolo che ha votato NO e che è sceso in piazza nell’ultimo anno, contro le guerre, il genocidio e le politiche antipopolari e antidemocratiche del governo."
Il documento della linea Acerbo è passato con 86 voti, prende 80 voti invece il documento a firma Alessandri, nel Comitato Politico Nazionale Ci sono inoltre registrati 8 assenti. Continua quindi una divisione formale a metà di Rifondazione Comunista dopo l'ultimo congresso che vide vincitore Maurizio Acerbo con un solo voto in più.
Nelle prime ore dall'annuncio dell'adesione al centrosinistra si moltiplicano gli appelli e le proteste di militanti e simpatizzanti che invocano un ripensamento. Paolo Ferrero annuncia che ci sarà una raccolta firme per chiedere una consultazione interna degli iscritti e iscritte, con lo scopo di prendere una decisione per le elezioni del 2027 che parta dal basso.



