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ORA E SEMPRE RESISTENZA

10-03-2026 18:21

Pawel Necki

Politica, Guerra&Pace, guerra, usa, israele, iran,

ORA E SEMPRE RESISTENZA

Il terrorismo degli anti-terroristi Ho fissato per almeno un paio d’ore il documento bianco cercando di formulare, attraverso precise parole, i miei p

Il terrorismo degli anti-terroristi

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Ho fissato per almeno un paio d’ore il documento bianco cercando di formulare, attraverso precise parole, i miei pensieri con chiarezza e alla fine ho capito che era un esercizio inutile, perché non sarei riuscito con le riformulazioni a comunicare quello che stiamo pensando tutti, non sarebbe servito a niente edulcorare la delusione, il senso di impotenza e la rabbia provata da tutti noi, di fronte all’ennesimo crimine dell’asse imperialista e colonialista israeliano-statunitense.

 

Rabbia e impotenza che scaturiscono direttamente dalla crisi dell’ordinamento internazionale e del suo diritto, ma sono amplificate dalla amara consapevolezza che questa guerra non era inaspettata e probabilmente non era evitabile.

 

Non era evitabile perché il problema non sono Netanyahu, Trump, non era nemmeno Khamenei o il regime di ayatollah, ma era e continua ad essere il nostro sistema sociale ed economico, cioè il neoliberismo, il capitalismo nella sua più spietata e sregolata versione.

 

Come può infatti, un sistema che non concepisce alcuna opposizione, che non conosce altro linguaggio se non quello della prevaricazione e del dominio evitare la guerra?

Impossibile, è nella sua natura, così come lo sono l’imperialismo americano e il colonialismo israeliano.

 

Il 28 febbraio del 2026 non è cominciata una “guerra di liberazione” o una operazione di “cambio di regime” né tantomeno una operazione “anti-terrorismo”, ma un’operazione illegale, criminale, fuori da una qualsiasi logica del diritto e da una qualsiasi logica di autodeterminazione dei popoli.

La scusante, prontamente smentita proprio dall’AIEA e per assurdo anche dall’intelligence americana, è stata quella di impedire all’Iran di ottenere l’arma atomica e di aiutare la popolazione iraniana a liberarsi dalle grinfie di un orrido regime teocratico.

Qualcosa non torna vero?

 

Esatto, non torna proprio niente nella narrazione di questo conflitto e di come esso viene presentato e con questo comunicato si vuole smentire punto per punto tutte le bugie che ci stanno venendo vendute come verità assolute e non contestabili.

 

Pur avendo già smentito (ci hanno pensato in realtà gli stessi americani) la narrativa dell’intervento preventivo per impedire l’acquisizione di un’arma atomica iraniana, occorre comunque sottolineare la falsità di tale giustificazione, limitandoci a far presente che Netanyahu ripete ininterrottamente dal 1982 che l’Iran è a settimane dall’ottenere un’arma atomica.

 

Arma che, ad oggi, non si è ancora vista, mentre sappiamo per certo che Israele possiede un arsenale nucleare, del quale nega con ostinazione l’esistenza.

 

Passiamo ora alla “guerra di liberazione” e al “regime change”.

Una guerra (noi italiani avremmo dovuto sforzarci di affrontare la nostra Liberazione con maggiore consapevolezza) può essere definita di “Liberazione” solo in due casistiche: quando il popolo oppresso insorge contro l’occupante, oppure, come nel caso italiano, attraverso una guerra civile.

In entrambi i casi si tratta quindi di un processo di autodeterminazione dei popoli, un principio cardine della millantata superiorità morale dell’Occidente.

Nella guerra in Medio Oriente invece, non c’è nulla di tutto questo, ma solo una aggressione militare, mascherata con codardia come un’operazione umanitaria e di polizia internazionale, analogamente a quanto successo con la guerra in Iraq.

 

Se si voleva veramente buttare giù il regime, bisognava dare gli strumenti al popolo iraniano per autodeterminarsi, che non significa abbandonarlo al proprio destino, ma sostenere insurrezioni e rivoluzioni senza avere logiche di dominio coloniale, bensì farlo solamente perché si crede nella libertà e nella giustizia, nella fratellanza tra popoli.

 

Ma Stati Uniti e Israele non potranno mai comprendere questi principi, sono mossi solamente dallo spirito capitalista, neoliberista, imperialista e colonialista dove la libertà è garantita solo se lo schiavo obbedisce al padrone.

 

Arriviamo infine alla “guerra al terrorismo”, dove l’ipocrisia occidentale tocca dei picchi ineguagliabili, perché l’unico terrorismo islamico esistente è quello sunnita, finanziato dall’Arabia Saudita in primis (qualche politico italiano dovrebbe quindi riconsiderare a chi stringere le mani).

L’Isis, Al-Qaeda, i talebani… sono tutti gruppi terroristici di matrice sunnita e sono gli unici responsabili degli attacchi terroristici islamici in Europa e nel mondo, eppure l’Occidente e il nostro governo marciano su questa propaganda, rifilando ai cittadini attraverso i media e le istituzioni una marea di bugie.

 

La nostra ipocrisia sul terrorismo è talmente patologica, che abbiamo accettato come presidente della Siria Al-Jolani, un ex terrorista dell’Isis!

È bastato il benestare di Donald Trump, una giacca con la cravatta per trasformare nella narrazione collettiva un terrorista in un fine statista.

Ma d’altronde non ci si può sottrarre alle richieste del padrone, bisogna essere veramente dei patrioti per farlo, a differenza nostra (vedasi la Spagna).

 

Il nostro governo dei millantanti sovranisti si è, come volevasi dimostrare, riconfermato ridicolo nella comunicazione con la popolazione e con gli “alleati”  grazie a quello spettacolo vergognoso che è stato il caso Crosetto, nell’assunzione delle proprie responsabilità attraverso l’assenza ingiustificabile di Giorgia Meloni durante l’informativa di Tajani e Crosetto, nella quale tra l’altro  annunciavano l’ennesima violazione della Costituzione, informando che si sarebbero rispettati gli accordi bilaterali sull’utilizzo statunitense delle basi militari in Italia, in aperta violazione con l’articolo 11.

Non solo il governo ci ha comunicato di essere sottomesso al padrone, ma ce l’ha detto con disprezzo nei nostri confronti, attraverso le risate infantili di Tajani durante gli interventi delle opposizioni.

Ma quelle risate sprezzanti nascondono a malapena la realtà dei fatti: nell’incapacità di condannare apertamente l’aggressione statunitense e israeliana e nella obbedienza incondizionata al padrone, i castelli di carta della propaganda di destra crollano.

 

Con la complicità italiana, infatti, i “sovranisti” accettano il fatto che l’immigrazione clandestina aumenterà in maniera strutturale a causa di un Medio Oriente in fiamme, narrando una inesistente guerra al terrorismo che rischia di esporre la popolazione italiana ad un reale rischio di ritorsione.

Ma soprattutto, ed è questa la cosa intollerabile, si macchiano ancora una volta le mani di sangue innocente accettando di fare diventare l’Italia il megafono della propaganda imperialista e genocida e fedele scudiera degli Usa e di Israele, dimostrando così un doppiopesismo indecente tra la guerra russo-ucraina e il genocidio a Gaza e la guerra in Medio Oriente.

E noi, donne e uomini di sinistra questo non lo possiamo tollerare: non si può accettare che il governo sostenga che gli Stati Uniti e Israele stanno liberando l’Iran quando è palese che stiano puntando alle risorse energetiche e al collasso dell’unico attore regionale che ostacola il disegno di dominio regionale israeliano.

 

Quale liberatore uccide più di mille civili in sei giorni di bombardamenti e 165 bambine in una scuola!

Che liberatori possono essere un pedofilo narcisista con tendenze assolutistiche e un criminale a guida di uno Stato genocida e colonialista!

No, assolutamente no, nulla giustificherà un crimine del genere, non ci faremo vendere che la legge del più forte è la giustizia, non legittimeremo delle aggressioni mascherate da operazioni di polizia internazionale, non tollereremo nessun crimine contro l’umanità e nessuna violazione della nostra Costituzione!

Noi non saremo complici di due Stati terroristi!

 

Noi crediamo nella Costituzione italiana, nella fratellanza tra i popoli, nella giustizia sociale, nella libertà e nei diritti umani, nell’autodeterminazione dei popoli, nel ripudio di ogni ingiustizia di questo pianeta, nel ripudio del colonialismo, dell’imperialismo, del fanatismo neoliberista e religioso.

Ed è proprio per questo che non è stato necessario specificare una sola volta nel corso del comunicato che siamo contrari al regime iraniano, a differenza di certi esponenti delle opposizioni, proprio perché noi rifiutiamo ogni logica di dominio, di qualsiasi tipo!

 

E questo, significa essere patrioti, significa essere internazionalisti: significa essere di sinistra.

Non abbasseremo mai il capo di fronte all’ingiustizia, non permetteremo che il mondo rimanga nelle mani degli assassini.

Ora e per sempre, Resistenza

redazione@camminaredomandando.it

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