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NO AL COMMISSARIAMENTO DELLA RETE SCOLASTICA DELL’EMILIA-ROMAGNA

18-01-2026 17:00

Rifondazione Comunista

POLITICA, CULTURA, tagli-scuola, commissariamento,

NO AL COMMISSARIAMENTO DELLA RETE SCOLASTICA DELL’EMILIA-ROMAGNA

Sulla scuola pubblica non si taglia, ma si investe: NO al commissariamento della rete scolastica dell’Emilia-Romagna Il Consiglio dei ministri ha deli

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Sulla scuola pubblica non si taglia, ma si investe: NO al commissariamento della rete scolastica dell’Emilia-Romagna

 

Il Consiglio dei ministri ha deliberato il commissariamento della scuola nelle regioni: Toscana, Umbria, Sardegna e Emilia-Romagna per non aver ancora approvato i rispettivi piani di dimensionamento scolastico; nello specifico in Emilia-Romagna lo stesso provvedimento è stato congelato nel dicembre del 2024.

 

Il Ministero impone l’applicazione del piano di riorganizzazione, tramite il taglio di 17 autonomie tra 30 possibilità: Commissario è il dirigente scolastico regionale preposto a concretizzare il mandato ministeriale.

 

Come Rifondazione Comunista dell’Emilia-Romagna siamo del tutto contrari a questa imposizione, che non può che configurarsi come uno strappo istituzionale, nei confronti della nostra regione che rispetta i parametri normativi previsti. Inoltre, diciamo un convinto NO al commissariamento della rete scolastica dell’Emilia-Romagna con il taglio di risorse destinate alla scuola, che evidenzia scelte puramente contabili, volute e concordate dal governo Draghi, se pur trasformate in un obiettivo del Pnrr. Il dimensionamento comporta una diminuzione del numero di docenti, di collaboratori scolastici e del personale amministrativo, rendendo ulteriormente ostica l’attività dei lavoratori della scuola.

 

Nella nostra regione esiste una media di alunni per istituzione scolastica superiore al parametro nazionale, configurandosi come un sistema già equilibrato, efficiente e sostenibile. In sintesi, il dimensionamento scolastico rischia di avere come esito scuole troppo grandi, con inevitabili ricadute negative sull’organizzazione, sulla qualità dell’offerta formativa e sull’accessibilità del servizio.

 

Esprimiamo una forte contrarietà alla decisione del governo di commissariare alcune regioni per procedere agli accorpamenti delle istituzioni scolastiche, una scelta ingiusta nel merito e nel metodo perché interviene su un settore strategico come la scuola pubblica, senza tenere conto della reale consistenza della popolazione studentesca e del lavoro di confronto svolto sui territori; dietro ad ogni istituzione scolastica ci sono comunità, servizi essenziali, presidi educativi e occupazione, forzare modalità e tempi rischia di avere effetti negativi, soprattutto nelle aree più fragili e periferiche. In opposizione alle ingenti sovvenzioni alle scuole private da parte di questo governo noi ribadiamo che: sulla scuola pubblica non si taglia, ma si investe!

 

Come Rifondazione Comunista siamo a fianco delle organizzazioni sindacali, che si stanno mobilitando per contrastare questo nefasto commissariamento e siamo pronti a difendere il sistema pubblico di istruzione regionale e per questo motivo sabato 24 gennaio parteciperemo alla manifestazione regionale a Bologna a difesa delle scuole del territorio. La mobilitazione coinvolgerà tutto il personale scolastico, le famiglie, i cittadini, uniti nella lotta a difesa di un sistema d’istruzione pubblico, inclusivo e di qualità. Inoltre, sosterremo ulteriori e future mobilitazioni per contrastare un provvedimento che non risponde minimamente alle esigenze del sistema scolastico dell’Emilia-Romagna e che penalizza tutta la comunità educante.

 

“Quando la scuola pubblica è cosa forte e sicura, allora, ma allora soltanto, la scuola privata non è pericolosa”. (Piero Calamandrei)

 

Rifondazione Comunista Emilia-Romagna

redazione@camminaredomandando.it

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