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Si rassegnino, non ci fermeranno neppure così

04-05-2026 19:50

Potere al Popolo Ravenna

Territori, potere-al-popolo, alluvione,

Si rassegnino, non ci fermeranno neppure così

In piazza del Popolo il 28 maggio 2023 durante i giorni dell'alluvione si tenne un presidio a difesa dei volontari (gli angeli del fango li chiamavano

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In piazza del Popolo il 28 maggio 2023 durante i giorni dell'alluvione si tenne un presidio a difesa dei volontari (gli angeli del fango li chiamavano, ricordate) a cui fummo presenti.

Quel presidio portò alla denuncia di Marta Collot e di Gianfranco Santini come portavoce nazionale e portavoce locale di Potere al Popolo. 

 

Vogliamo ricordare a tutti che partecipammo, ancora sporchi del fango che stavamo spalando in tutta la Romagna, per portare la vera solidarietà popolare alla nostra gente duramente colpita, chiedendo conto a Prefetto e Sindaco delle loro uscite pubbliche che chiedevano ai volontari di abbandonare l'aiuto che stavano portando nelle case in quanto intralciavano i lavori...

Intralciavano i lavori di chi?

Lo stato e le istituzioni non c'erano, salvo gli interventi di emergenza.

L'esercito era impegnato altrove in esercitazioni multiforze della Nato e non poteva certo "perdere tempo" a intervenire per quel cataclisma.

Governo e Regione tacevano, lasciando i cittadini da soli in balia dell'acqua e del fango e promettendo risarcimenti che a molti ancora oggi non sono ancora arrivati.

Sindaco in carica in quei giorni era Michele De Pascale (oggi Presidente di Regione), il volto di quel centrosinistra che per anni ha amministrato questa città contro i bisogni reali della popolazione, il sindaco che dava le colpe alle nutrie e agli ambientalisti, il sindaco pasdaran di cemento e oil & gas e supino di fronte ai poteri forti che governano realmente Ravenna e che gli hanno permesso di far carriera.

 

Oggi lunedì 4 maggio dopo 3 anni con diversi rinvii e una prima condanna con la nostra opposizione, finalmente si è andati all'udienza al tribunale di Ravenna.

La sentenza finale è stata di assoluzione per non aver commesso il fatto. 

 

Ci hanno accusato di manifestazione non autorizzata, ma l'abbiamo sempre detto: in realtà ci hanno denunciato perché abbiamo rotto il silenzio, perché abbiamo preteso mezzi e risposte, non passerelle e foto di rito come abbiamo visto in quei giorni.

 

Del resto questo è solo l'antipasto, visto quello che ci stanno preparando.

Meloni e Salvini e il governo di destra avendo capito che a Ravenna, così come in tutta Italia, questi metodi non avevano intimorito nessuno (al contrario le azioni e gli attivisti aumentavano alzando il livello), hanno pensato di varare vari famigerati decreti sulla sicurezza duramente inaspriti per cercare di dare la mazzata definitiva alle voci di dissenso e difformi: che siano attivisti politici, ambientali o sociali, giornalisti o operai che difendono il loro posto di lavoro.

Ne è l'esempio questo processo, così come le denunce ad altri attivisti in diverse azioni, e come sta succedendo per le occupazioni delle scuole ravennati e per il presidio al porto del 28 novembre.

 

Si rassegnino e non pensino di fermarci neanche in questo modo, non ci spaventano le intimidazioni, noi continueremo a stare nei territori e a lottare portando le nostre voci, battaglie e istanze.

redazione@camminaredomandando.it

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