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CONSIDERAZIONI NON RICHIESTE

23-03-2026 11:16

Riccardo Gandini

Territori, Politica, Ambiente, bologna, carovita,

CONSIDERAZIONI NON RICHIESTE

1) Leggere la storia non è mai cosa inutile, non c'è dubbio che circa dalla Giunta Imbeni ma con un vero e proprio apporto ideologico portato avanti d

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1) Leggere la storia non è mai cosa inutile, non c'è dubbio che circa dalla Giunta Imbeni ma con un vero e proprio apporto ideologico portato avanti dalla successiva Giunta Vitali (che non a caso sarà il responsabile nazionale delle politiche locali del nuovo PDS, successore socialdemocratico del PCI), Bologna sostituisce in via definitiva le parole d'ordine dei beni comuni, della pianificazione che metta al centro i bisogni della classe operaia, dell'accessibilità dei servizi con le parole d'ordine dell'attrattività, del potenziamento del terziario e della condanna per le classi a basso reddito a trasferirsi fuori città (citando un editoriale di Raffaele Miraglia del febbraio 1993).

 

2) Da più di 35 anni quindi assistiamo a un'opera di revisionismo ideologico pesantissimo della sinistra (non dei comunisti che sono altro e sono purtroppo pochi in Italia) nell'ambito delle politiche locali. Si privatizza tutto il privatizzabile, magari in formato soft, colorato di rosso, viola, verde o giallo. Si trasforma il concetto di città, da costruita intorno a chi lavora e alla sua famiglia, con il suo quartiere dormitorio, il suo centro civico in cui poter svagarsi con gli amici o lasciare i propri figli a giocare, la sua scuola, la sua palestra, tutto quello che in sostanza portava l’urbanista sovietico degli anni ’60 a studiare il modello bolognese (sì una superpotenza nucleare studiava una cittadina italiana di meno di un milione di abitanti) a un soggetto altro.

 

3) Il soggetto altro: in mancanza di soldi, dovuti a politiche che tu stesso, esponente del nuovo Partito democratico e progressista hai suffragato, ti metti il cuore in pace rispetto al passato e investi in qualcosa che possa perlomeno far reggere il mito di una città progressista. I centri sociali e simili esistono ma sono privatizzati o in concessione che è poi la stessa cosa (non commerciale non significa automaticamente buono), l’inclusione continua ad essere promossa ma viene espunta quella sociale, col risultato che a Bologna vige una certa uguaglianza divisa però per reddito: puoi avere qualsiasi colore della pelle, avere qualsiasi orientamento di genere, essere un perseguitato politico o meno, non sarai mai discriminato per questo. Se sei povero però lo spazio non c’è, non è malafede cara/o amica/o è una questione di priorità politica.

 

4) La priorità politica di puntare tutto sul contenitore e non sul contenuto, sulla vetrina, sull’attrarre. Attrarre investimenti, attrarre cittadini da tutto il mondo, possibilmente con un reddito sufficiente a permettersi un alloggio, ad avere una università sempre più Erasmus e sempre meno fuori sede del Sud, a garantire che il turista medio possa fare un po’ quel che gli pare anche in pieno centro storico, tra Starbuck’s, Mc Donald’s, Burger King e altri brand di quello stato posto tra Messico e Canada di cui non dirò il nome per decenza.

 

5) Ciò non vuol dire che la classe dirigente della città più progressista d’Italia non sia una classe di lotta. Lotta per conto terzi, lotta per i diritti dei popoli, popoli che si vedono schiacciati da regimi autoritari, stati in cui i poveri sono lasciati in mezzo a una strada o sotto i portici e in cui le istituzioni coprono con la peggiore propaganda i propri errori, magari criminalizzando come terrorista violento chi protesta. Si nota un certo velo di ipocrisia tra i nobili propositi e il metodo con cui nel tuo territorio arrivi al tuo obiettivo?

 

6) L’obiettivo è una Bologna 2027 in cui oggettivamente chi ha un certo reddito possa continuare a vivere in un bellissimo parco giochi progressista. Vivi il tuo percorso partecipato in cui puoi toccare l’Assessore vicino al popolo che non ti ascolterà se chiedi qualcosa di più di alcune slide, fai spesa solo al negozio tal dei tali che sai essere bio, cogli l’opportunità di poterti incontrare con persone che vengono da tutto il mondo nella tua città e di tessere relazioni di qualsiasi tipo, senza paura di discriminazione alcuna. Però questo mondo ha un biglietto d’ingresso molto caro: buona parte del tuo reddito e forse la totalità della tua anima se ancora credi un minimo che forse è meglio una città meno appariscente all’esterno, forse pure più noiosa ma in cui ci possano vivere davvero tutti.

 

PS

Vitali da iniziatore del percorso di speculazione è diventato paladino della sostenibilità. Lepore a metà mandato sui giornali si è detto in prima linea contro il carovita, che lui ha contribuito ad aumentare, la sua Giunta ha iniziato ad agire sul problema del boom di Airbnb e affittacamere vari, che la Giunta stessa ha tenuto privi di vincoli per anni.

Il senno di poi come principio ideologico.

 

Seguiranno altre riflessioni non richieste (e non gradite).

redazione@camminaredomandando.it

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