
Siamo un Paese incredibile, la penisola che non c’è parafrasando Bennato, è incredibile come su questo lembo di terra il dibattito pubblico e politico sia così lontano ogni volta dalla realtà che viviamo ogni giorno. Poi all’improvviso arriva quella maledetta, arriva e ci costringe a guardare e ci mostra la tragica situazione italiana e allora ci svegliamo rimaniamo attoniti e cerchiamo di capire, ma calma, non dura molto, giusto qualche giorno e poi torniamo nel torbido letargo mentale.
Mentre nei giornali e in tv si sbatte ossessivamente la vita privata di una vittima di omicidio, si ipotizza di altri assassini così come se non avessero una vita.
Mentre sul web si discute delle nuove rivelazioni di quel peracottaro di Corona, il quale meriterebbe di grattare l’asfalto con i denti.
Mentre questo governo non sa come risolvere i problemi e ci costringe a parlare o di un referendum schifezza sulla giustizia che non serve a migliorare la giustizia, ma a non far andare in galera gli amici, o si mette a parlare di ponte sullo stretto di Messina.
Ecco mentre succede tutto questo arriva un ciclone al sud, figlio dei cambiamenti climatici tanto negati dagli ebeti nella destra mondiale, uno fa il presidente negli USA, e tale Harry ci fa scoprire ancora una volta un territorio debole, non solo soggetto a incuria ma anche ad una speculazione selvaggia.
Ecco che oggi scopriamo Niscemi, i media un po' in ritardo per loro il sud è una meta lontana, scopriamo la sua frana, della città che si è sviluppata lo stesso nonostante si sapesse da decenni la situazione. Il solito brodo italiano di ruberia, classe politica corrotta, imprenditoria senza scrupoli, e quella scorzetta di mafia che tanto ci piace servita su un vassoio di strafottenza verso movimenti, ambientalisti ed esperti che chiedevano a gran voce di prendere provvedimenti, totalmente ignorati e bollati come comunisti disfattisti anti tutto e tua nonna in carriola.
Ed ecco che il ponte sullo stretto sembra l’ennesimo spreco in due regioni che hanno problemi di acqua, di trasporti e di terreno fragile.
Solo negli ultimi vent’anni l’Italia è stata colpita da nord a sud da terremoti, alluvioni, frane di tutti i tipi, esondazioni etc. Tutta roba che già conoscevamo, ma puntualmente ad ogni catastrofe naturale sentiamo il cretino presidente di regione o il sindaco di Stracazzo sul Cagarda che invoca una commissione di studio, indagini e tutto il catalogo di mediocrità.
L’Ispra che è un ente statale ha catalogato il nostro Paese palmo per palmo e ha tutte le informazioni sulla situazione del territorio dai fiumi al rischio sismico etc, insieme ai dati demografici e produttivi, hanno messo tutto su una mappa interattiva, un progetto incredibile, con quale risultato? Non se ne frega nessuno, i politicanti straparlano di indagini sul territorio quando i dati li hanno già da una vita.
Attenzione qui nessuno è scemo veramente, lo fanno perché c’è una macchina che in Italia non può e non deve fermarsi: la macchina del cemento armato. Distese chilometri di cemento armato case, palazzi, uffici, centri commerciali, stadi, scivoli da bob (sport praticato da quattro disadattati) e capannoni tanti capannoni. Tutta questa roba la riempiamo? No ma la produciamo per far girare soldi in nero, delle mafie, dei fondi internazionali etc. trovate voi le differenze tra questi soggetti.
Il cemento dilaga come il blob, nella provincia di Ravenna ci sono state due alluvioni in due anni, ma il consumo di suolo non si ferma, restano primi in Italia, il presidente della regione De Pascale da sindaco di Ravenna prima di passare alla nuova poltrona e nonostante non ci fosse una stima certa sui danni dell’alluvione del 2023, autorizza di fretta e furia la costruzione di un nuovo quartiere, in una provincia e in una regione dove i vecchi aumentano e non si prevede un boom demografico.
Ma non basta non contenti anche l’emilia-romagna avrà il suo inutile ponte sullo stretto, la regione farà costruire un enorme viadotto alto 18 metri lungo 27 chilometri per far andare i treni tra Bologna e Imola. Un’opera mastodontica in pianura! Cioè i viadotti che si usano per collegare montagne qui verranno usati in pianura, ma la domanda è un’altra: tale opera risolverà il traffico nei nodi ferroviari di Bologna e Castel Bolognese? No ovviamente e lo dichiarano tranquillamente, tanto chi se ne frega.



