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“From economy of occupation to economy of genocide” il rapporto scandalo di Francesca Albanese 

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MARADONA, L'OSTINAZIONE DELLA RIVOLUZIONE

25-11-2025 20:02

Luigi Iorio

POLITICA, maradona, che-guevara,

MARADONA, L'OSTINAZIONE DELLA RIVOLUZIONE

Sono cinque anni che Diego Armando Maradona ci ha lasciato, proprio oggi di 25 novembre. Di Diego hanno detto tutto e il contrario, la stronzata che p

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Sono cinque anni che Diego Armando Maradona ci ha lasciato, proprio oggi di 25 novembre. Di Diego hanno detto tutto e il contrario, la stronzata che più va di moda è “un grande campione in campo, un fallimento come uomo” e invece no! La forza e l'esempio di Diego sono tutte li nella sua vita privata, è questo il Diego che manca a Napoli e ai napoletani e a chi rimpiange un calcio fatto di uomini veri.

 

Diego è caduto nella vita, la dipendenza da cocaina lo ha condizionato negativamente, ma più volte si è rialzato, ha parlato spesso in pubblico dei suoi problemi con lo scopo di sensibilizzare i più giovani a non seguire il suo esempio, consiglio proprio per capire meglio Diego il documentario di Kusturica, al quale costò molto averlo girato. C'è un buco nella carriera di Emir Kusturica quel buco va dal 2008, anno di uscita del documentario “Maradona di Kusturica”, al 2016 quando finalmente il regista riuscì a trovare un produttore per un film. Il peccato del regista bosniaco è di aver mostrando il Maradona che il potere non vuole ricordare, il Maradona rivoluzionario, ed è quello che manca a noi, a me.

 

Mi manca il Maradona che sceglie di venire a Napoli, città del sud d'Italia che non ha mai vinto, e lottando con tutto se stesso riesce a portarla tra le squadre migliori italiane, e scegliere Napoli e rifiutare negli anni ingaggi milionari è stata una delle sue tante rivoluzioni. "La pelota non si mancha" la palla non si sporca diceva Diego nel 2001 nella sua gara d'addio in lacrime davanti a migliaia di persone “Io ho sbagliato, ma non ho mai sporcato la palla” non si è venduto e anzi ha sempre denunciato, da solo, la corruzione della FIFA, Diego non ha fatto mai quello che gli conveniva ha sempre combattuto le battaglie giuste, non siamo più abituati a uomini così, oggi abbiamo “i professionisti” calciatori e sportivi perfetti nell'abbigliamento, educati, dalle dichiarazioni noiose e che non si battono mai per nessuna causa, salvo qualche rara eccezione, il popolo quasi non lo incontrano, dei perfetti Big Jim, degli stronzi da mass media.

 

Diego era un'altra cosa, si schierava contro l'imperialismo degli Stati Uniti, che ha schiacciato il Sud America e il Messico, sedeva insieme agli altri rivoluzionari del mondo e parlava di “un altro mondo possibile” era dalla parte del popolo non del business. “Ho capito una cosa che non siamo tutti Americani” dichiarò da Fazio in una delle sue ultime interviste in Italia. Diego era soprattutto questo era il Maradona che quando veniva a sapere che un giovane calciatore o un giornalista necessitassero di denaro gli faceva guadagnare qualcosa al primo con un rinnovo al secondo con un intervista in esclusiva. Diego è quello che per salvare la vita ad un bambino di Acerra, paese in provincia di Napoli, organizzò una partita di calcio portando il Napoli a giocare nel fango di un campetto di periferia, pagando di tasca sua l'assicurazione per gli infortuni dei giocatori. Quel bambino poté operarsi al cuore.

 

Diego, il Maradona che mi e ci manca, era questo e ha pagato le lotte contro il sistema come tutti i rivoluzionari, ha pagato per le sue battaglie per i Sud di Italia e del mondo, ha pagato per aver battuto l'Italia in casa nel suo mondiale, rompendo il giochino ai dirigenti che la "immaginavano" già in finale. Quello è stato il colpo che Diego ha pagato più di tutti, più della Mano di Dios contro l'Inghilterra. Il sistema italiano ha detto basta e dopo Italia ‘90 si è aspettata la prima occasione per far fuori Maradona. Non ci è voluto molto Diego era forte in campo e contro i poteri, ma debole nella vita, fragile come molti poeti, e lui è stato anche quello. 

 

Si rialza lo voglio al mondiale di USA ’94, torna ce la fa, segna, l'Argentina però diventa pericolosa, lo affossano di nuovo. Con l'uomo a terra il potere continua a prenderlo a calci, lo accusano per anni di evasione fiscale in Italia, tutto falso, ma lo umiliano con perquisizioni e sequestri continui. Si rialza anche lì. 

 

Diego oggi, ma già in vita, è diventato un icona, c'è una religione ufficialmente riconosciuta su Maradona, Diego è un simbolo di lotta, la sua faccia è sui muri di Napoli e periferia, ma anche della Palestina e di altri luoghi di sofferenza e di lotta per il riscatto sociale, mai nessun sportivo è stato equiparato a simbolo politico come Maradona, e non è azzardato accomunarlo a Che Guevara, hanno fatto a modo loro una rivoluzione e entrambi sono simbolo per le rivoluzioni che verranno, entrambi ci hanno creduto ostinatamente.      

redazione@camminaredomandando.it

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