Le dichiarazioni che il presidente della regione Emilia-Romagna De Pascale ha rilasciato al Resto del Carlino in merito alla crisi della sanità regionale sono deliranti.
Chi governa ormai passa il suo tempo a piagnucolare, lo vediamo nel governo nazionale, lo vediamo nella nostra realtà di Lugo, lo vediamo anche in chi governa la regione.
Con il mandato di Bonaccini l'Emilia-Romagna ha puntato sul turismo sanitario, cioè puntare sul fallimento delle altre regioni, soprattutto al sud, per prendere da esse i pazienti. Ora però il sistema scoppia come avevamo previsto, non puoi pensare di sistemare i tuoi buchi con i soldi degli altri.
Si perché quello che non dice De Pascale è che i pazienti che dal sud vengono a curarsi in Emilia-Romagna sono pagati molto cari dalle regioni di provenienza. Dal racconto che fa De Pascale invece sembra anche rubino posto.
Secondo le statistiche dell'Agenas ente del Ministero della Salute solo nel 2023 l'Emilia Romagna ha ricevuto 472.744.536€ di denaro dalle altre regioni, frutto della mobilità attiva, è seconda in Italia dopo la Lombardia.
Siamo quindi all'ennesimo fallimento delle regioni, la sanità come altri servizi gestiti da questi enti si stanno sgretolando. L'ennesimo dato che ci conferma il declino della nostra regione, del fallimento di una classe dirigente, la quale ora cerca di mascherarlo mettendo i cittadini contro e dando la colpa ai lavoratori.
La guerra tra poveri è la risposta che il capitalismo da ad ogni suo fallimento, il centrosinistra invece di puntare al servizio pubblico ha inseguito la logica del libero mercato a tutti i costi lasciando i cittadini senza servizi.




