
Ecco perché al referendum confermativo sulla riforma costituzionale della magistratura (probabilmente a primavera 2026) voterò NO.
Da cittadino:
- Due Consigli Superiori della Magistratura composti da componenti togati estratti a sorte e da componenti politici renderà i primi debolissimi, con buona pace dell'indipendenza della magistratura. Questo aspetto, peraltro, è stato criticato anche da chi ha votato a favore...
Da avvocato:
- Checché se ne dica in giro, non ho mai percepito sentenze sfavorevoli per il solo fatto che Giudice e PM facciano parte del medesimo ordine. Anzi, spesso mi capita di vedere più attenzione da parte del Giudice verso la difesa durante la discussione. Se un magistrato è serio e competente, non importa di chi sia il collega. Ragionando da un altro punto di vista, un Giudice che condanna solamente per fare un favore al PM è semplicemente un mascalzone e un disonesto, e per quello non esiste riforma che risolva il problema.
I numeri poi dicono ben altro. Nel 2021 in Italia le assoluzioni furono il 50% (ultimo dato ufficiale), ma dai singoli Tribunali negli anni successivi la percentuale resta sostanzialmente immutata.
- Ragionando secondo la tesi opposta, citando il Prof. F. Coppi, se non saranno più “fratelli” allora saranno “cugini”. Cosa cambierebbe? Si darebbero ancora del “tu” esattamente come prima. Ed ancora: cambiamo la Costituzione perché non è bello vedere PM e Giudice al bar insieme (come se noi avvocati non prendessimo mai un caffè con loro…)?
- Un PM “separato” di fatto dalla giurisdizione, cosa diventerebbe? C’è chi pensa, ed io sono tra quelli, ad un super-poliziotto, che non si metterà mai nei panni del Giudice quando decidere se chiedere una misura od esercitare l’azione penale.
- I problemi della giustizia sono altri, a mio parere, ossia: rarissima applicazione del 358 c.p.p. (con la separazione delle carriere è possibile che la situazione peggiori, per i motivi di cui sopra), carenza assoluta di organico (sia per i magistrati che per il personale, tanto che ogni PM deve gestire in un anno un numero elevatissimo di fascicoli, dovendo delegare il tutto alla PG, organo del tutto fuori dalla giurisdizione), numero di reati assurdamente alto, indebolimento della professione forense.
Ebbene, quali di questi problemi verrebbero risolti con la separazione delle carriere? A mio parere, nessuno.
Ed ancora:
La controtesi secondo cui all'estero le carriere sono separate, mi porta a riflettere sul fatto che quando abbiamo "imitato" gli altri Stati ne siamo sempre usciti male (vedi normativa su enti locali, quindi elezione diretta dei sindaci, ecc…). Se è vero che il diritto moderno è nato in Italia, allora non si capisce perché introdurre altri meccanismi.



