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“From economy of occupation to economy of genocide” il rapporto scandalo di Francesca Albanese 

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CAINO di Genuzio Bentini

09-07-2025 12:48

Orizzonte

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CAINO di Genuzio Bentini

CAINO di Genuzio Bentini  A cura di Andrea ValentinottiPostfazione di Jadranka Bentini ASIN ‏: ‎ B0FBSBNHN5Data di pubblicazione prima edizione‏: ‎6 o

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CAINO di Genuzio Bentini

 

 

A cura di Andrea Valentinotti

Postfazione di Jadranka Bentini

 

ASIN ‏: ‎ B0FBSBNHN5

Data di pubblicazione prima edizione‏: ‎6 ottobre 1943

Lingua : ‎ Italiano

Lunghezza stampa ‏ : ‎ 55 pagine

ISBN-13 ‏ : ‎ 979-8308878155

 

II edizione 2025

editore: Orizzonte

 

orizzonte.collettivo@gmail.com

www.associazioneshahrazad.org

 

Puoi acquistarlo qui

Biografia autore

L’avvocato Genuzio Bentini, classe 1874 e originario di Forlì, ebbe una vita politicamente molto intensa e turbolenta, ed è ricordato per il grande impegno sociale e l’opposizione costante alla dittatura fascista. Inizialmente ardente propagandista delle idee anarchiche nella scuola e poi anche nelle campagne, fu tra gli aizzatori di una manifestazione di lavoratori a Borgo Saffi (Ravenna), nel maggio del 1892 e per fatti simili a questi fu denunciato e dovette scontare il carcere. Sempre nello stesso anno si era trasferito con la famiglia a Bologna per intraprendere gli studi universitari in giurisprudenza, conclusi con una tesi contestativa sul “reato di sciopero”. Una volta intrapresa la professione di avvocato penalista, il suo orientamento divenne sempre più socialista, finché, alle elezioni politiche del 1904, venne eletto deputato nel collegio di Castel Maggiore alla precoce età di trent’anni. Il 18 dicembre del 1920, in piena espansione dello squadrismo fascista, assieme al collega Adelmo Niccolai, subì una violenta aggressione da un gruppo di fascisti, ma questo fatto non arrestò il suo fervore, anzi, fece subito partire una commissione d’inchiesta per indagare sia su quest’ultimo fatto, sia su tutti i numerosi atti di violenza squadrista manifestatisi contro il movimento contadino ed operaio della provincia.

 

Alle politiche del 1921 fu rieletto deputato nelle liste del PSI e nel giugno del 1925, a Lugano, commemorò l’anniversario dell’assassinio di Giacomo Matteotti, attirandosi così ulteriormente su di sé le antipatie del regime che lo costrinse a cessare l’attività politica ma che, tuttavia, gli permise di restare in Italia e di svolgere la sua professione. Fu anche autore di diverse pubblicazioni, tra cui L'anima di Giovanni Pascoli (1933) e Consigli ad un giovane avvocato: parole in un orecchio (1935). Morì a Lodi il 15 agosto del 1943, immediatamente dopo la caduta di Mussolini, pertanto il suo funerale assunse una notevole connotazione politica in senso antifascista. La sua salma, tuttavia, giungerà con tutti gli onori del caso in Certosa soltanto il 3 novembre del 1946 e lì verrà tumulata, e dopo un paio d’anni trascorsi in un loculo provvisorio, troverà definitivo riposo nel sepolcro attuale collocato nel Cortile della Chiesa.

 

Francesca Canuti

redazione@camminaredomandando.it

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