Nella migliore tradizione del fascismo, soprattutto nella versione UR fascista, tutto ciò che puzza di democrazia, confronto, riflessione, diversità, conflitto sociale, rappresenta il nemico da battere e combattere. Dopo di che, con il misero vocabolario a disposizione, quello che gli consente la ristrettezza del ragionamento, ogni insulto è autorizzato in nome dell'interesse "della nazione e dell'elitismo del migliore popolo del mondo."
Poco importa se si ricorre all'insulto e alla menzogna, ancora meno importa se nell'impeto dell'azione la menzogna si firma pure come a dire: «𝘦𝘤𝘤𝘰𝘤𝘪, 𝘴𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘲𝘶𝘪, 𝘴𝘪𝘢𝘮𝘰 𝘯𝘰𝘪 𝘴𝘦𝘮𝘱𝘳𝘦 𝘨𝘭𝘪 𝘴𝘵𝘦𝘴𝘴𝘪 𝘤𝘪𝘤𝘭𝘰𝘵𝘪𝘮𝘪𝘤𝘪 𝘥𝘪 𝘴𝘦𝘮𝘱𝘳𝘦».
Restano nella tradizione anche gli obiettivi: Sindacati, Partiti di sinistra, cooperative e tutti quelli che, tra mille difficoltà, tentano di organizzare poveri e diversi per battersi per la loro dignità e libertà.
Sprecare altre parole? non ne ho voglia tranne riprendere il motto caro di Calamandrei: "Ora e sempre Resistenza" e, ricordando Giulio Brogi nella sua interpretazione dell'ex partigiano Alberto Muratori in "1993", segnalando la necessità di allora anche dell'uso delle "maniere forti": «Vi ho sparato allora e se serve...!».




